categoria:politica, riflessioni, satira, emergenza rifiuti
Nella Santa Pasqua di quest'anno il mio pensiero è rivolto ai terremotati e alle loro famiglie.
Ecco, oggi mi sento proprio così, esattamente come lui: osservo l'inizio del nuovo anno con gli stessi occhi curiosi, carichi di stupore e attesa. Speriamo bene per questo 9° anno del nuovo millennio...
"...un grande ordine di secoli comincia da capo;
Parlo esclusivamente da cinefilo: questo in foto era l'unico taglio che avrebbero dovuto fare, sia all'uscita nelle sale italiane, sia all'oscena messa in onda su Rai 2 lunedì sera. Un'aggiunta ammiccante e pruriginosa, ma tanto ormai in Italia i titoli dei film stranieri sono troppo spesso oggetto di stupro. Forse siamo l'unico paese in cui una televisione abbia scelto la versione ripulita di una pellicola per nulla provocatoria, a meno che anche altrove il taglia & cuci stile anni '50-'60 perduri, nonostante i tempi che cambiano e le libertà intellettuali faticosamente conquistate. Persino un esponente del Pdl ha riso a tutto questo. Ma ve lo ricordate il puritano codice Hays, quello che in America nel secolo scorso era seguito alla lettera da registi e produttori della Golden Hollywood per scongiurare pomiciate omosex o accoppiamenti sodomitici su celluloide. Sì, proprio quello che purificava le trasposizioni cinematografiche dei drammi di Tennessee Williams fino a renderli incomprensibili, da Improvvisamente l'estate scorsa, dove a mala pena si intuiva la diversità del sensibile e raffinato cugino di Liz Taylor, fino al fiammeggiante La gatta sul tetto che scotta, che passa per semplice risentimento la ritrosia di Paul Newman a giacere con la bellissima consorte, sempre la Taylor. Beh, se in America qualche passo avanti è stato fatto in tv, tra l'edonismo metropolitano di Sex & the city, il sesso compulsivo di Californication, la riflessione su amore e aids di Angels in America e lo scandaloso Tell me you love me (approfittatene su Cult - 142, però stanno già alla 7° puntata), qui da noi pensiamo ancora al visto per la censura. E su Rai1 in questi anni c'era il codice Del Noce, quello che inibiva le coppie gay di Incantesimo e Il medico in famiglia e infuriava polemiche per Il padre delle spose (lesbiche) Lino Banfi, diventato nel giro di due settimane icona gay, porca puttena. Tornando al bel film di Ang Lee, che non a caso avrà vinto il Leone d'oro a Venezia, 4 Golden Globe e 3 Oscar (ma tra qualche anno scopriremo che le giurie erano tutte ostaggio dell'Arcigay, di Grillini, Mancuso e Vladimir Luxuria), si scopre che Mamma Rai ha chiesto e ottenuto dalla Bim Distribuzione la copia priva di quelle scene indispensabili per capire come mai questi due mandriani rudi e spigolosi si innamorino. Non si vede il bacio appassionato nella canadese, non c'è l'unico amplesso del film, decisivo per la diegesi e che tra l'altro non mostra nessuna nudità, e allora che cazzo di storia d'amore è? Con le porcate trasmesse in tv, dagli stomachevoli troni della De Filippi all'inguardabile Talpa della Perego, passando per la rissosa e volgarotta Isola della Ventura (che poi occupava la stessa fascia oraria di Brokeback Mountain), perchè preoccuparsi di una manciata di scene nemmeno tanto hot (persino Almodòvar ha osato di più sul grande schermo) che un pubblico prevalentemente adulto avrebbe visto? Il bollino rosso c'è, è seconda serata, i bimbi dovrebbero essere a nanna, o si devono salvaguardare anche i grandi? Ma che siamo mentalmente sottosviluppati noi italiani da non poter guardare due uomini che si abbracciano e si baciano? Allora che senso ha condire il reality targato Rai 2 con Malgioglio, Paone e la transgender più famosa della politica in fascia protetta? Amo il cinema a oltranza e sono stato folgorato dall'Ultimo tango di Bertolucci, perciò ritengo che un film tagliato non è mai una bella cosa, e oltretutto ridicola nel 2008: non ti può far apprezzare a pieno l'opera di un autore, la svilisce e non è giusto per lo spettatore che magari l'ha già visto al cinema e vuole rivederlo o che spera di gustare una prima tv, perchè il canone dovrà pur servire a qualcosa. Se l'opzione Rai 3 era impossibile (eppure mi aspettavo che sarebbe stato il canale rosso a far vedere Brokeback) e Rai 2 non poteva fare a meno delle forbici, perchè non fare il colpaccio con Rai 1, di notte ovviamente: magari dopo Vespa, con le pecorelle sugli altopiani del Wyoming pronte a conciliarci il sonno. Oppure meglio ancora dopo Sottovoce : difficile superare Marzullo, anche per un branco di ovini.
Silvio Berlusconi parlando di Obama col presidente russo Medvedev:


“Noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno”
William Shakespeare, il massimo poeta inglese
Et iam summae procul sinistrae ruinae fumant,
maioresque cadunt alto de MonteCitorio umbrae...
Dalla Veltrusconeide, IV canto
Et iam summa procul sinistrae ruinae fumant: E già fumano lontano le alte rovine della sinistra (o sinistre). Qui potrebbe trattarsi di edifici che bruciano (le macerie del Loft? il Campidoglio preso da Alemanno?), delle forze del partito democratico piegate in battaglia, o meglio ancora della sinistra arcobaleno atterrata. Senza escludere il riferimento all'intera sinistra italiana, che con la sua politica di palazzo per 2 anni ha guastato il paese secondo il principale esponente dello schieramento a lei avversa, producendo effetti sinistri. L'autore non è chiaro in questo passo, ma è da notare il summae, alte/somme, che indica i precedenti successi elettorali del centrosinistra (regionali 2005, politiche 2006, Roma amministrata per 15 anni di fila), o meglio ancora le alte cariche dello Stato ricoperte dai suoi uomini (Bertinotti alla Camera, Marini al Senato, Prodi premier).
maioresque cadunt alto de MonteCitorio umbrae: e le ombre più grandi si allungano dall'alto MonteCitorio. MonteCitorio in realtà non è un monte, ma una collina artificiale su cui sorge un fastoso palazzo. L'aggettivo alto si riferisce senza ombra di dubbio all'importanza dell'organo dello Stato ospitato, la Camera dei deputati, alta anche per il notevole numero di onorevoli ammassati al suo interno in ogni legislatura, ben 630. Il poeta parla quindi di ombre, le maggiori, che cadono/si allungano dal monte suddetto, e qui viene il bello. Interpretare maiores umbrae come le semplici ombre proiettate dal maestoso edificio ci pare una soluzione fin troppo semplice, che non percorreremo. Si profila interessante così il gioco delle ipotesi: ombre sulla democrazia, segno del pericolo del ritorno del Cavaliere e dell'assenza in Parlamento del vecchio pluralismo partitico?; ombre del potere delle destre, che con una larga maggioranza nelle due camere può tenere in scacco il paese, schiacciando l'opposizione (il senso del cadunt)?. La soluzione dell'enigma è fornita con più probabilità però dal governo ombra istituito da Veltroni, già ombra di Berlusconi per tutta la campagna elettorale 2008, che dopo aver fatto cadere Prodi e gli ultimi dinosauri comunisti fa cadere pure le ombre sul Pd. E questo perchè era Silvio sul viale del tramonto...
Era ora. Dopo la 60° edizione del festival senza italiani in concorso, le critiche al nostro cinema dato per morto, incapace secondo il New York Times di esprimere nuovi talenti nel segno della passata grandezza, come disse Ian Fisher nel suo famoso (e discusso) articolo sulla decadenza italiana, ecco due grandi film che hanno saputo imporsi al loro primo appuntamento internazionale. Quando il nostro paese guarda alla sua storia recente, alle questioni più spinose e ai suoi mali oscuri, mette a segno sempre dei bei risultati, come faceva negli anni '70 con Rosi e Petri. Altro che film scamarcini, mocciosi e muccini (junior), notti prima degli esami e ormoni tre metri sopra il cielo, questo è il solo cinema che sa volare alto, sicuramente più in alto delle ultime porcate di Tarantino, che speriamo si ricreda sulla qualità della nostra produzione. Un cinema che non rinasce solo adesso, perchè sarebbe ingiusto dimenticare i pregevoli precedenti di Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, la bellissima gioventù di Giordana che 5 anni fa vinse proprio a Cannes il certain regard, la felicità trovata da Muccino (senior) in America, Nuovomondo per Crialese. Sean Penn ha ribadito la volontà di "premiare film che non fossero premiati altrove", ma si sa che in molti casi il vento che accarezza le palme di Cannes arriva lontano, fino ad Hollywood. E Gomorra e Il divo hanno tutte le carte in regola per fare bella figura in America. Sarà nomination per l'Italia, almeno per l'Oscar al miglior film straniero? Si spera, ma si può sognare anche di più. Ecco perchè:
Miglior film straniero:
A settembre si dovrà decidere chi rappresenterà il Bel Paese agli Academy Awards, e la commissione dell'Anica avrà davvero l'imbarazzo della scelta: Sorrentino avrebbe meritato più attenzione 4 anni fa per Le consegunze dell'amore, e Il divo è un candidato di tutto rispetto, anche Giulio Andreotti in fondo è un citadino al di sopra di ogni sospetto. Però una vicenda fin troppo italiana potrebbe disorientare i grandi elettori .
Gomorra è davvero ben fatto, mi stupirebbe se l'Ampas non lo prendesse neanche in considerazione. Garrone ha diretto benissimo uno stuolo di non professionisti, dandogli naturalezza e spontaneità, quasi ai livelli di Amelio e De Sica. Tematiche attuali roventi, tra cui i rifiuti campani alla ribalta mondiale, un libro diventato un caso. E poi dietro di lui c'è la Fandango di Domenico Procacci, il produttore che ai David 2003 portò 4 film a totalizzare in tutto ben 25 nomination, un record. Quindi...
In ogni modo attualità e storia hanno rilanciato negli ultimi anni la cinematografia tedesca agli Oscar, titoli come Sophie Scholl - la rosa bianca, La caduta e Le vite degli altri (statuetta 2007) docent. L'Italia non gareggia seriamente dal dolce trionfo de La vita è bella (1999), perchè la nomination affibbiata a La bestia nel cuore della Comencini nel 2006 non è indicativa, in quanto l'Academy non avrebbe rispedito al mittente per la seconda volta un film italiano, dopo il rifiuto di Private di Costanzo. E' il momento di interrompere la lunga assenza.
Miglior sceneggiatura non originale (Gomorra) :
Allo script ha collaborato lo stesso Roberto Saviano, il cui best seller è stato definito uno dei 100 migliori libri dello scorso anno dal NYtimes (tiè). Garrone racconta 5 storie incastrandole alla perfezione. Nomination di gruppo come ai bei tempi di Petri, Germi, Fellini e Flaiano?
Migliore sceneggiatura originale (Il divo):
Gli script di Sorrentino sono folgoranti, con quelle massime, quelle frasi spiazzanti che fa dire ai suoi personaggi. Difficile non innamorarsene.
Miglior trucco e miglior fotografia (Il divo):
A trasformare Toni Servillo in un verosimile Andreotti ci hanno pensato Marco Perna e Vittorio Sodano, quest'ultimo già candidato per Apocalypto. Se ce l'hanno fatta i truccatori della Piaf l'anno scorso (assicurando di fatto un'ottima chance alla sua interprete, la Cotillard), non vedo perchè non potrebbero farcela anche loro.
Luca Bigazzi, che ha già collaborato con Sorrentino, è uno dei migliori direttori della fotografia in Italia.
I nostri tecnici sono da sempre i più apprezzati a Los Angeles, ricordiamo gli oscar a Dante Ferretti e a Francesca Lo Schiavo (scenografi), Vittorio Storaro (fotografia), Pietro Scalia (montatore), Milena Canonero e Gabriella Pescucci (costumi), Nicola Piovani e Dario Marianelli (musiche), e poi il premio alla carriera a Morricone.
Miglior attore protagonista (Toni Servillo per Il divo):
Qui si alza il tiro, ma Servillo è fenomenale quando è nelle mani del regista de L'amico di famiglia. Stesse movenze, tic e gobbosità del senatore a vita, recitazione in stile The Queen Helen Mirren. E poi il trucco e le protesi, che da sempre sono una carta di credito per il massimo riconoscimento cinematografico. A 10 anni dall'Oscar al Benigni attore, primo italiano nella storia del cinema, chi negherebbe almeno una nomination al migliore attore in circolazione in Italia, il terzo napoletano a poter entrare in cinquina dopo la Loren e Troisi?
Cannes 2008: il ritorno del grande cinema italiano d'impegno

Gomorra: lo stakeholder dei rifiuti Il divo: l'imperscrutabile Andreotti
La palma d'oro cresce tra le banlieu parigine di Entre les murs, ma premio e gran premio della giuria sono italiani, con la benedizione di Toni Servillo, novello Gian Maria Volontè. Grande Sean "Into the wild" Penn, grazie per lo storico bis. Riparliamone agli Oscar 2009, possibile che l'Academy ci ignori anche stavolta?

E se sulla maestosa montagna di rifiuti che ricopre la Campania/Gomorra, tra veleni, miasmi, diossina e roghi infiniti, crescesse domenica una bella palma d'oro?
"Io guardo le persone e non ci vedo niente di buono..."
Il petroliere Daniel Plainview (Daniel Day-Lewis) nel film There will be blood di Paul Thomas Anderson.
Non sempre, ma qualche volta è anche vero...
Una nota rivista statunitense ha recentemente pubblicato un divertente studio sul rapporto tra performance amatoria e perdita di calorie.
Se durante un amplesso normale e un po' banalotto (10 minuti nella posizione del missionario) si bruciano dalle 200 alle 300 calorie, la passione sfrenata e l'attenzione ad alcuni particolari possono aiutare ad unire l'utile al dilettevole, trasformando gli incontri d'alcova in veri e propri allenamenti mangia-grassi!
Ecco in dettaglio alcune mosse e la loro efficacia dietetica:
Via i vestiti!
- Slacciarle il reggiseno: 12 kcal
- Slacciarlo con una mano sola: 47 kcal
- Spogliare completamente la partner passiva: 80 kcal
- Spogliare completamente il partner passivo: 95 kcal
Petting
- 20 minuti di preliminari (per lui) : 107 kcal
- 20 minuti di preliminari (per lei): 87 cal.
Si aprono le danze!
- 10 minuti di rapporto sessuale (posizione del missionario, lui sopra): 250 kcal
- 10 minuti di rapporto sessuale (lei sopra): lei 300 kcal, lui 130 kcal
- 10 minuti di rapporto sessuale (da dietro): lei 200, lui 350 + benefici agli addominali
- 10 minuti di rapporto sessuale in piedi: 600 kcal e probabile colpo della strega per lui
Dopo
- Sigaretta sul letto dopo il rapporto: 12 kcal
- Rivestimento in fretta e furia e discesa dalla tromba delle scale per arrivo del legittimo/a consorte: 110 kcal

There is a pleasure in the pathless woods,
There is a rapture on the lonely shore,
There is society, where none intrudes,
By the deep Sea, and music in its roar;
I love not Man the less, but Nature more.
George Gordon Byron, Canto IV, st. 178 di Childe Harold's pilgrimage
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi, scrittore italiano sopravvissuto ad Auschwitz
Heath Ledger, 1979-2008
Una lettera che non avremmo mai voluto ricevere, non ora, almeno non così presto. Chissà quante cose avresti potuto fare, quanti personaggi ancora da interpretare, quante storie ed emozioni da raccontare, che non vedremo mai. Una vita a 28 anni è appena iniziata, e la tua era tutta in salita.
“La vita è dolore e la storia è cieco caso. Il progresso è un’illusione”
Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco
Abbiamo battuto tutte le altre città. Sinceramente nessuno si aspettava che il divieto di fumo nei luoghi all'aperto entrasse in vigore prima a Napoli che altrove. Nella città in cui ci si ostina a guidare il motorino senza casco; a non allacciarsi la cintura in auto o a parlare al cellulare mentre si è al volante; i cui cittadini non sanno o non vogliono fare la raccolta differenziata, violano il codice della strada ad ogni incrocio e a malapena spengono la sigaretta nei locali chiusi, si riuscirà a far rispettare l'ennesima regola? La salute dei bambini e delle donne gravide è sacrosanta, e non è giusto subire il fumo passivo quando non si è fumatori. Ma non si finirà per ghettizare chi fuma? Provvedimento esagerato per una città dalle mille difficoltà, o una prova per migliorare il proprio grado di civiltà? L'opinione pubblica all'ombra del Vesuvio si è spaccata.
«Tra tanti problemi che abbiamo– fa notare un signore -, dai rifiuti su strade e marciapiedi alla mancanza di parcheggi, dal traffico allo smog, si applicano su una cosa francamente insignificante, che non rientra nelle priorità da affrontare adesso Ogni iniziativa sulla tutela della salute del cittadino è lodevole e positiva, specialmente se riguarda i più deboli, ma i nostri governanti dimenticano i livelli fuori controllo delle polveri sottili, e i dati spaventosi sull’inquinamento atmosferico che soffoca la metropoli: la politica dovrebbe muoversi subito ad assicurare un’aria più pulita».
Non la pensa tanto diversamente una coppia che la domenica è sempre in Villa comunale a fare jogging: «Subire il fumo passivo è una cosa inaccettabile, questo è fuori dubbio, sia nei locali chiusi che all’aperto. È intollerabile però anche il livello di smog che si respira qui vicino al mare: noi che veniamo a correre e che portiamo i nostri figli con la bicicletta in questo parco ne sappiamo qualcosa, e i gas di scarico fanno male quanto il fumo passivo».
«Nei parchi pubblici si tengono spesso manifestazioni culturali, rappresentazioni teatrali e giochi per bambini - ricorda una mamma -, e non è giusto intossicare chi non fuma solo perché non si riesce a rinunciare per un po’alla sigaretta. Ad agosto portai mio figlio a vedere un film all’aperto ed eravamo immersi in nuvole di fumo per tutta la durata della proiezione, volevo andarmene»
«Il fatto che la norma sia scattata per prima qui ha fatto sorridere molti, forse se fosse scattata altrove non ci sarebbero state denigrazioni – spiega il prof. Luigi Brancaccio del Centro per la cura del tabagismo al Monaldi -. Verona due settimane dopo ci ha emulato e molte altre città seguiranno il nostro esempio, perché è la cosa giusta da fare: ogni anno in Italia ci sono 30 mila morti per cancro e molti altri si ammalano a causa del fumo passivo, tutto ciò ha un costo sociale ed economico altissimo per la comunità».
«Napoli e il suo popolo sono una fonte di ispirazione per noi cabarettisti illimitata ed inesauribile, adesso ancora di più con le reazioni della gente a questa ordinanza e con tutte le conseguenze divertenti che ne possono scaturire – scherzano i comici del trio I vietato fumare, Salvatore Nappo, Fulvio Renzi e Giulio Bosso -. Per di più il nome del nostro trio è proprio legato al tema delle ultime settimane e con i nostri quadretti comici dissacranti prendiamo in giro i napoletani e la loro resistenza e contrarietà al nuovo divieto. Noi condividiamo questa estensione della legge Sirchia ai parchi pubblici, anche se comprendiamo che sarà difficile convincere tutti i napoletani. Tuttavia pare che il buon senso abbia prevalso alla fine, e noi possiamo essere i testimonial perfetti per questa campagna, poichè molto spesso una risata aiuta a riflettere».
RUTTO PER LEI
Rutto per lei da quando sai
la prima volta l'ho ingoiata,
non mi ricordo come ma
mi è entrata dentro e c'e restata.
Rutto per lei perché mi fa
male la pancia e tu lo sai
rutto per lei ed è un gran peso.
Rutto per lei anch'io lo sai
e tu non esserne goloso,
lei è di tutti quelli che
hanno una fame sempre accesa,
come un obeso in camera,
vuol la nutella in libertà,
e anche per lui, per questo
io rutto per lei.
E lo stomaco ci invita
a mangiare più leggero,
attraverso un digestivo
la morte è lontana,
io rutto per lei.
Rutto per lei che spesso sa
esser salata e agrodolce,
a volte gonfia il ventre ma
è il mio reflusso esofageo.
Rutto per lei lo so mi fa
salire il cibo in quantità
vomitar sì ma almeno
io rutto.
E' un dolore deglutire
...rutto per lei nelle brioches
Con disgusto estremo cresce
...rutto per lei nel mio caffè
Attraverso questo rutto
si espande
è aria
produce!!!
Rutto per lei e strafogo ancor
e quanti altri incontrerò
che come me hanno scritto
in faccia:
io rutto per lei!
io rutto per lei!!
pranzo, cena e colazione
Rutto per lei da McDonald
anche in una carestia
Rutto per lei da Burger King
Ogni notte
è un brutto sogno,
la peperonata
sarà sempre lei.
Rutto per lei perché oramai
io non ho altra via d'uscita,
perché lo spuntino tu lo sai,
davvero non l'ho mai tradito.
Rutto per lei perché mi da
pane e cipolla a volontà,
ci fosse un altro pasto lo rutto,
lo rutto per lei...
Rutto per lei il mio ragù
...io rutto per lei
Rutto per lei i miei hot dog.
Io rutto per lei!
Io rutto per lei!
Io rutto per lei…
Andrea, Giorgia, se potete perdonatemi!!!
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,“Chi vuol comprendere un testo deve essere pronto a lasciarsi dire qualcosa da esso”
Un mio amico giornalista, al quale faccio i migliori auguri per la sua recente assunzione, mi regalò questi preziosi consigli. Ora li passo a voi e a chiunque sia interessato all'affascinante mestiere del giornalista:
"Innanzitutto devi leggere molto i quotidiani, sopratutto il Corriere della Sera. Devi leggere la cronaca e chiederti sempre come scriveresti tu una situazione.
Quando pensi ad un articolo di giornale chiediti sempre quale sia la notizia e come poterla scrivere in modo che gli altri capiscano tutto.
Mettiti nei panni del lettore e chiediti? perché dovrebbe interessarmi questo articolo?
Non mettere mai le tue opinioni o impressioni ma descrivi da fuori quello che accade, quello che vedi, quello che gli altri vedono e sentono o provano.
Non descrivere le sensazioni ma i fatti.
Usa frasi semplici e crea periodi brevi.
Usa pochi aggetivi e molti sostantivi.
Stai attento agli errori grammaticali e rileggi il pezzo ad alta voce due volte almeno.
Per il resto tieni duro, non mollare mai la presa e cerca sempre di ascoltare gli altri e i consigli di chi ti vuole far crescere. Diffida dai falsi predicatori. E' un lavoro difficile e ci sono tante "iene" ma esistono anche tanti professionisti e da loro devi imparare".
“...Mio padre non poté mai essere infelice, perché il suo pensiero tornava sempre a Napoli”.
"...Si dica o si racconti o dipinga quel che si vuole, ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature, il Vesuvio, la città coi suoi dintorni, i castelli, le ville! (...) Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno! ...”
Johann Wolfang Goethe, il maggior poeta tedesco
Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
et volo sopra 'l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto 'l mondo abbraccio.
Tal m'à in pregion, che non m'apre né serra,
né per suo mi riten né scioglie il laccio;
et non m'ancide Amore, et non mi sferra,
né mi vuol vivo, né mi trae d'impaccio.
Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
et bramo di perir, et cheggio aita;
et ò in odio me stesso, et amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte et vita:
in questo stato son, donna, per voi.
Francesco Petrarca, CXXXIV dal Canzoniere
Come si fa a camminare su questa terra